Che emozione scrivere il primo articolo del blog del nostro Ente di Formazione!

Quante cose abbiamo fatto, quanti mattoni sono stati necessari per iniziare a costruire questa casa, ma soprattutto quanta ricerca personale, quanto lavoro su di me e quanto “sentire”. Sì, perché alla fine questa è la parola chiave, “la testata d’angolo” su cui poggia tutto questo mondo fatto di arte, di emozioni, di cultura, di studio, di ricerca, di formazione continua e di coaching come relazione d’aiuto per prendersi cura dell’altro aiutandolo a contattare la sua Essenza portando in luce talenti e capacità per raggiungere la piena realizzazione (materiale e spirituale).

Ciò che conta è l’EQUILIBRIO.

Viviamo nella materia pur percependo che c’è qualcosa di più e che esso si colloca in un terreno che potremmo definire spirituale. C’è chi privilegia il mondo materiale, la ragione, la mente, il pragmatismo e c’è chi predilige la spiritualità, i sentimenti, l’irrazionale, l’intuizione. A volte capita anche di oscillare tra le due posizioni, così facciamo periodi in cui ci collochiamo nel primo gruppo e altri in cui ne prendiamo le distanze, abbracciando il secondo. In realtà è questo dualismo che genera confusione, fraintendimento, contrapposizione. Se, infatti, riconosciamo le due posizioni come paritetiche e con la medesima ragione di esistere, portiamo in equilibrio due aspetti che possono e devono convivere affinché ritroviamo il nostro “potere”. Il dualismo, infatti, genera conflitto, ma l’unione apre la via a mete sconosciute e risultati insperati.

Lo sapevano bene gli antichi che era importante unire corpo/materia mente/ragione e spirito/sentimenti, emozioni, per raggiungere la pienezza e per stare bene.

Pensiamo alla civiltà greca dove le tragedie svolgevano un ruolo catartico – una sorta di “purificazione” per effetto della sublimazione delle passioni – e dove Pericle, nel V secolo, dava denaro ai poveri perché potessero partecipare alle Dionisie, la gara dei più importanti tragediografi del tempo!

Pensiamo al Rinascimento con l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci che deve il suo nome ai testi dell’architetto romano Vitruvio e che rappresenta un uomo perfettamente inserito in un cerchio e in un quadrato a indicare la relazione tra l’umano e il divino. O con la Scuola di Atene in cui Raffaello Sanzio, alle stanze Vaticane, evidenzia l’unione di tutte le discipline: scientifiche e umanistiche.

Per me e per ArteViva Life è essenziale questo equilibrio, il dialogo tra discipline umanistiche e discipline scientifiche, la loro pariteticità per il benessere di ogni persona e della collettività. Da questo presupposto nasce la nostra metodologia e con questo intento lavoriamo quotidianamente e con passione.

Sonia Boni

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